Ricci – Difensore centrale del 2010, certamente uno dei prospetti più interessanti del vivaio laziale. Ecco la sua storia.
Gianmarco Ricci,il difensore del futuro: leadership, tecnica e fame di crescita.
Oggi ci troviamo nella Capitale per “conoscere un pò più da vicino” un CAPITANO reduce da 7 anni vissuti con la stessa maglia, la maglia di un club presente nella sua città di origine. Ecco di chi si tratta:
Classe 2010, nato a Roma, Gianmarco Ricci è uno di quei profili che colpiscono subito per maturità, presenza in campo e continuità di rendimento.
La sua storia parte all’Academy Roma, club presente all’interno del C.S. “Giulio Onesti”, dove muove i primi passi e rimane per quattro stagioni. Poi la chiamata che cambia il percorso: la Lazio.
Da quel momento, una trafila completa in biancoceleste, fatta di crescita costante, responsabilità e successi di squadra.
I primi anni in biancoceleste: fascia al braccio e gradini scalati uno dopo l’altro
- Con la Lazio Under 10 vive la prima stagione ufficiale, prosegue con Under 11 e Under 12, mettendo in mostra subito qualità da leader.
- Tre anni fa veste la fascia da capitano nell’Under 13, conferma naturale di un carattere forte e di una personalità già definita.
- Nel 2023-24 guida l’Under 14 fino alle Final Four Scudetto: dopo la semifinale persa contro il Verona, arriva la vittoria nella finalina 3/4 posto contro il Genoa, impreziosita da un suo gol.
Se parliamo di identikit tecnico ecco le qualità di Gianmarco.
Centrale moderno, completo e duttile, ruolo difensore centrale, alto 186 cm, piede destro naturale, con buon uso del sinistro. Ottimo tempismo nel gioco aereo, pulizia tecnica, coraggio nell’uscita palla al piede.
Duttilità in campo: impiegato anche come “braccetto” a sinistra o a destra in una difesa a tre, soluzione che valorizza letture, aggressività in avanti e capacità di copertura della profondità.
La stagione 2024-25: gol, responsabilità e un assaggio di categoria superiore
Con l’Under 15 di mister Tommaso Rocchi segna 5 gol, numeri importanti per un centrale. La squadra chiude sesta, fuori dai playoff, ma per Ricci arriva la chiamata “straordinaria”: giocare sotto età i playoff con l’Under 16. Contro la Fiorentina è tra i migliori in campo; l’avventura dell’U16 si interrompe con l’Empoli, ma l’esperienza pesa e resta.
Nell’ultima stagione con l’Under 16 è titolare fisso con la sua maglia n.5, seguito da mister Cristiano Lombardi.
La Lazio chiude al 4° posto e centra i playoff, fermandosi poi contro l’Atalanta. Per Ricci, però, arrivano nuove conferme: qualche allenamento aggregato con la Primavera, segnale chiaro di quanto il club creda nel suo percorso.
Leadership e Nazionale: il passo oltre il club
Capitano, riferimento per i compagni, punto fermo nelle palle inattive a favore e baluardo sulle seconde palle: Ricci unisce struttura fisica e qualità tecnica con una personalità che spicca.
Non sorprende, quindi, l’approdo in azzurro: nella scorsa annata ha preso parte a uno stage dell’Italia Under 15 proprio nella sua Roma, tappa simbolica che sancisce l’ingresso nel giro della Nazionale giovanile.
Per Gianmarco il “ghiaccio è rotto” davvero. Ha già toccato con mano la competizione ad alto livello nelle giovanili, ha indossato la fascia, ha segnato nei momenti che contano e ha sperimentato il salto sotto età, rispondendo presente.
La domanda che accompagna ogni talento è sempre la stessa: dove può arrivare?
Nel suo caso, la traiettoria è chiara. Se continuerà a unire lavoro quotidiano, umiltà e ambizione, Ricci ha tutto per restare protagonista nei prossimi anni. Che sia ancora con la maglia biancoceleste o su palcoscenici più ampi, il profilo è quello di un centrale moderno, affidabile, con leadership naturale.
E con una promessa implicita: fare un passo avanti, ogni stagione.



