Michele Sacco e la Juve Stabia si “lasciano” dopo 10 anni. Di seguito l’intervista al tecnico di origini casertane.
Dopo ben 10 anni vissuti in qualità di tecnico alla guida delle squadre giovanili UNDER, termina l’avventura tra mister Michele Sacco ed il settore giovanile della Juve Stabia.
In un’intervista rilasciata in esclusiva alla redazione di TUTTO CALCIO GIOVANILE.it ripercorriamo le emozioni e le esperienze vissute dal tecnico.
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Buongiorno Mister, dopo dieci anni vissuti sulle panchine della Juve Stabia, che bilancio riesce a fare di questa straordinaria esperienza e quali sono i ricordi più belli che porterà sempre con sé?
“Buongiorno a VOI, si sono stati davvero dieci anni indimenticabili, ricchi di emozioni, sacrifici e grandi soddisfazioni. Porterò sempre nel cuore la Final Four Scudetto con i 2002 e i Quarti di Finale raggiunti con i 2005, con la storica vittoria sul campo del Südtirol, fino a quel momento imbattuto.
Ma il mio grazie va a tutti i gruppi che ho avuto il privilegio di allenare in questi anni: ogni ragazzo mi ha lasciato un ricordo speciale e ha contribuito a rendere questo percorso unico.
Grazie a tutti per aver fatto parte di questo straordinario viaggio.”
In questi anni Lei ha contribuito alla crescita di tanti giovani. Quali calciatori che ha allenato sono riusciti ad arrivare nel professionismo e quanto la rende orgoglioso il loro percorso?
“Tante le soddisfazioni ottenute in verità, tra le più grandi sicuramente quella di aver visto tanti ragazzi arrivare al professionismo: Guarracino, Cimino, Del Sorbo, Boccia, Vitale, Carnevale, Todisco, Esposito, Aprea, Ceccarini e altri che sicuramente sto dimenticando.
Se nell’ultimo anno mi sono stati attribuiti i demeriti, allora mi prendo anche i meriti delle stagioni in cui tanti ragazzi sono cresciuti fino a realizzare il loro sogno.Ma la vittoria più bella è che, ancora oggi, molti di loro mi chiamano e mi scrivono. Vuol dire che, oltre al calcio, sono riuscito a lasciare qualcosa di più importante come dei veri valori.”
In questo decennio quali difficoltà ha dovuto affrontare lavorando con strutture e materiale a disposizione?
“Quando la prima squadra militava in Lega Pro si riusciva a lavorare, ma negli ultimi due anni è diventato più difficile a causa degli orari condizionati dalla scuola, allenamenti spezzati e strutture non adeguate per una squadra Under 17 A/B Nazionale. Ad esempio si iniziava alle 14:00, ma si partiva sempre alle 14:30 e si usciva dal campo grande alle 15:15 poi si passava al campo di calcetto.
Preciso però che il responsabile Saby Mainolfi non ha alcuna colpa: ha sempre fatto il massimo con i mezzi a disposizione. Purtroppo se hai a disposizione poco badget non puoi certamente andare a mangiare in un ristorante di pesce, ma potrai andare al massimo a mangiare un panino e bere una bottiglina d’acqua.
Ora che si chiude questa bellissima avventura, quali sono i suoi progetti per il futuro e quali obiettivi si pone come allenatore?
“In questo momento la priorità è la mia famiglia, alla quale in questi dieci anni ho tolto tanto tempo.
Per il futuro spero solo che qualcuno mi valuti per l’intero percorso fatto dal 2013 al 2024 e non soltanto per l’ultima stagione. Mi piacerebbe avere un’altra opportunità nel calcio professionistico, anche lontano da casa.
Non mi pongo obiettivi particolari: ho un sogno nel cassetto e farò di tutto per provare a realizzarlo, anche se so che non sarà semplice.”
C’è qualcuno che desidera ringraziare per aver condiviso con lei questi dieci anni, tra società, collaboratori, famiglie e ragazzi?
“In questi dieci anni le persone da ringraziare sono davvero tante e spero di non dimenticare nessuno.
Un grazie speciale a chi ha condiviso con me questo percorso: il dottor Lupo Pulcino, Salvatore Avallone, Enzo Buonomo, Enzo Esposito, Ciro Novellino, Matteo De Simone, Lucio Provvisiero e il direttore Alberigo Turi, che anni fa mi ha dato la possibilità di iniziare questa fantastica avventura.
Un ringraziamento particolare va a Saby Mainolfi, che mi ha permesso di vivere questa lunga cavalcata, e a tutti coloro che in questi anni hanno collaborato con me.
Un grazie speciale, infine, al mio uomo di fiducia Ciro Aveta: con lui ho condiviso tanto e da lui ho imparato moltissimo.
Cosa pensa della nuova gestione del settore giovanile della Juve Stabia e quale messaggio vuole lasciare ai giovani calciatori e a chi continuerà questo percorso?
“Ho conosciuto i direttori Pierluigi Rosa e Gabriele Gervasi e mi hanno fatto un’ottima impressione: auguro loro il meglio.
Non porto rancore, perché credo che il mio percorso si sia concluso con la precedente gestione. Ai ragazzi dico solo questo: studiate, non smettete mai di credere nei vostri sogni e lottate sempre per realizzarli.”




